Poche città in Italia possono vantare quello che ha Bologna sotto i portici: non uno, non due, ma sei cammini diversi che partono tutti dal centro storico. Da Piazza Maggiore, dal Santuario di San Luca o da poche vie di distanza, si diramano sentieri che portano a Firenze, Prato, Pistoia, Faenza o restano tutti dentro l'Appennino bolognese. Ognuno con una storia diversa alle spalle: cammini romani, medievali, industriali, spirituali. Se esiste una "capitale italiana dei cammini", i numeri dicono che il titolo se lo gioca proprio Bologna.
Ecco i sei cammini, dal più famoso a quello che forse ancora non conosci.
1. Via degli Dei — Bologna-Firenze (130 km, 5-6 tappe)
Il cammino più conosciuto tra quelli che partono da Bologna, e probabilmente uno dei trekking più amati d'Italia. Collega Piazza Maggiore a Piazza della Signoria, attraversando l'Appennino tosco-emiliano su un tracciato che in parte ricalca l'antica Flaminia Militare, la strada romana voluta nel 187 a.C. Il nome deriva dai toponimi legati alle divinità romane che punteggiano il percorso, come Monte Adone e Monte Venere. Nato dallo spirito goliardico di un gruppo di escursionisti bolognesi del CAI, oggi è uno dei cammini più organizzati e attrezzati del Paese, percorribile in 5-6 tappe da circa 20-25 km l'una.
Via degli Dei
2. Via della Lana e della Seta — Bologna-Prato (130 km, 6 tappe)
Stessa lunghezza della Via degli Dei, ma un'anima completamente diversa: qui il filo conduttore è l'archeologia industriale tessile. Il cammino racconta il legame storico tra Bologna, a lungo capitale della lavorazione della seta, e Prato, cuore del distretto laniero italiano. Lungo le sei tappe si incontrano chiuse, canali, mulini e gualchiere che testimoniano come per secoli l'acqua abbia mosso l'economia di questi territori. Un percorso classificato medio-difficile, che attraversa anche tratti della Linea Gotica della Seconda Guerra Mondiale.
Via della Lana e della Seta
3. Via dei Gessi e dei Calanchi — Bologna-Brisighella-Faenza (105 km, 7 tappe)
Chi cerca geologia più che storia troverà pane per i suoi denti su questo cammino, che attraversa il Parco Regionale dei Gessi Bolognesi e Calanchi dell'Abbadessa e il Parco Regionale della Vena del Gesso Romagnola — due aree naturali tra i siti candidati Patrimonio UNESCO d'Italia per i loro affioramenti gessosi, tra i più estesi d'Europa. Le sette tappe, brevi ma con dislivelli non banali, toccano borghi come Dozza e Brisighella, entrambi tra i Borghi più Belli d'Italia, prima di arrivare a Faenza, capitale mondiale della ceramica.
Via dei Gessi e dei Calanchi
4. Via Francesca della Sambuca — Bologna-Pistoia (circa 95 km, 4 tappe)
Un cammino dalle radici antichissime, probabilmente in uso già dall'età del Bronzo, diventato nel Medioevo una via di pellegrinaggio alternativa alla Via Francigena. Collega Bologna a Pistoia, ribattezzata "Minor Santiago" dopo che nel 1144 il suo vescovo ricevette in dono una reliquia dell'apostolo Giacomo. Il percorso segue le valli del Reno e della Limentra fino al Passo della Collina, tra pievi, ospitali storici per pellegrini e antichi selciati, in un tracciato meno affollato rispetto ai due cammini più celebri.
Via Francesca della Sambuca
5. Via Mater Dei — Bologna-Firenzuola (154 km, 7 tappe)
Il più lungo e il più spirituale tra i sei. La Via Mater Dei collega Bologna a una decina di santuari mariani dell'Appennino bolognese, da Santa Maria della Vita in centro città fino al Santuario di Montovolo, passando per Loiano, Monghidoro e il lago di Castel dell'Alpi, con un tratto che sconfina in Toscana fino a Firenzuola. Nato nel 2018 e diventato negli ultimi anni anche cammino giubilare, unisce paesaggi di crinale, siti archeologici come Monte Bibele e una forte componente di raccoglimento, pensata tanto per i pellegrini quanto per chi cerca semplicemente silenzio e lentezza.
Via Mater Dei
6. Via dei Brentatori — Bologna-Bazzano (47 km, 2 tappe)
Il più corto e il più adatto a chi vuole affacciarsi al mondo dei cammini senza impegnarsi in una settimana di ferie. Nasce per raccontare la storia della Compagnia dell'Arte dei Brentatori, la corporazione che dal 1250 trasportava il vino sulle spalle, dentro le caratteristiche "brente", lungo le colline bolognesi. Da Piazza Maggiore porta fino alla Rocca dei Bentivoglio di Bazzano, attraversando Casalecchio di Reno, Zola Predosa e Monte San Pietro, tra calanchi, borghi e — visto il tema — più di un'occasione per fermarsi a bere un buon bicchiere di vino.
Via dei Brentatori
Come scegliere il tuo cammino da Bologna
Se cerchi il cammino più iconico e organizzato, la scelta naturale resta la Via degli Dei. Se ami la storia industriale, la Via della Lana e della Seta è la strada giusta. Per la natura e la geologia, punta sulla Via dei Gessi e dei Calanchi; per un pellegrinaggio meno battuto, la Via Francesca della Sambuca; per un'esperienza spirituale e di crinale, la Via Mater Dei. E se hai solo un weekend libero, la Via dei Brentatori è la porta d'ingresso perfetta nel mondo dei cammini bolognesi.
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